Il melograno

Il melograno appartiene alla famiglia delle Punicacee, una piccola famiglia di piante arboree diffuse nelle regioni asiatiche e mediterranee.

È un arbusto longevo che raramente supera i 5 metri di altezza, a volte si trova inselvatichito in siepi o aree coltivate, oppre in giardini. Ha corteccia e rami rugosi color cenere e rametti lisci e rossastri; i fiori sono costituiti da 5-8 elementi carnosi rossi, grandi e solitari o riuniti a 2 o 3, i frutti sono bacche globose con scorza di colore giallo-rosso-bruno, che racchiude 8 scomparti membranosi con numerosissimi semi rosei angolosi, rugosi e aciduli.

Dotata di liquidi, minerali, vitamine, acidi organici e zuccheri, la melagrana è un frutto depurativo e regolatore per l’organismo. I grani del frutto sono dissetanti, diuretici e correttivi del sapore; il loro succo è gradevole e rinfrescante. La sua ricchezza di acidi organici favorisce la digestione e compensa la tendenza delle proteine a produrre composti amminoacidici di natura basica a livello intestinale. Il frutto del melograno contiene, oltre all’acido citrico e all’acido malico, composti fenolici come l’acido ellagico che assicura un significativo potere antiossidante. Tale combinazione di composti è attiva contro diversi tipi di radicali liberi e rallenta efficacemente l’invecchiamento cellulare.

Favorisce il fisiologico processo digestivo, sostiene il microcircolo e regola ili trasferimento di energia potenziando la vitalità dell’organismo, inoltre ritarda la formazione delle macchie cutanee dovute all’età e mantiene la pelle elastica, luminosa e giovane. Esercita un’attività gastroprotettiva, antibatterica e un blando potere antitumorale.

In passato veniva utilizzato come antielmintico, rinfrescante, febbrifugo e ipotensivo; secondi alcuni autori, l’olio estratto dai semi è dotato di buone proprietà batteriostatiche verso alcune specie di salmonelle responsabili del tifo e del paratifo e contro Klebsiella pneumoniae, mentre estratti di corteccia sarebbero attivi contro Bacillus antracis, Bacillus subtilis, verso lo Staphylococcus aureus e Sreptococcus piogenes.

 

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